INDIETRO
DEL ART compagnia teatrale di Gigi De Luca
 
 
'O spusarizio
 
 
di Raffaele Viviani
 
 
 

 

 

'O spusarizio, due atti, rappresentati al teatro Umberto di Napoli nel 1919.
La commedia si apre con un caratteristico panorama popolaresco: una piazzetta del Rione Sanità,portoncini angusti, bassi, la botteguccia di donna Rosa, venditrice di carboni, la piccola merceria di don Mariano, la caratterista cantina di Nunziatiello, con tavola innanzi alla porta . Gente del quartiere venditori ambulanti, Monaco cercando e quel Gennarino ‘O Craparo sfacciato personaggio, tutto preso dal suo trasposto amoroso verso le grazie di donna Rosa, ma se fino a poc’anzi scontrosa e scorbutica comincia a cedere lusingata alle dichiarazioni di matrimonio del capraio.
Anche ‘Mmacultina e Peppeniello vorrebero sposarsi, ma il destino lo vieta, la malattia del giovane (turbercolotico) li separa per sempre.. La zia di ‘Mmaculatina, donna ‘Ntunetta fa di tutto, e ci riesce, far sposare la nipote ad un ricco marcante, Vincenzino L’orefice.
Durante Lo sposalizio, Grogorio, professore di contrabbasso a capo di una piccola orchestrina, viene chiamato per allietare la festa nuziale. Don Gregorio ha condotto con se la moglie e il figlio, ma mentre si viene ad annunziare di lontano il giovane Peppeniello è moribondo.
La sposa corre al suo capezzale, gli invitati vanno via, resta solo lo sposo. Il Maestro di Contrabbasso estraneo a tutto ciò che accade intorno a lui, non ha altro orizzonte immediato che il compenso pattuito, trema quando esso rischia di andare in fumo. Ma esulta quando non solo gli viene dato, ma arrotondato in una cifra maggiore, avuto il compenso augurando allo sposo che piange, cento di questi giorni, sordo com’è stato a tutta la tragedia è solo ansioso per la fame, per la cena.