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DEL ART compagnia teatrale di Gigi De Luca
 
 
Vivò
 
 
Viaggio poetico tra Memoria, canti, versi e musica di Raffaele Viviani
 
 
 
 
 
Per parlare di questo spettacolo, è necessario partire dall’autore. Viviani, non a caso, veniva chiamato “Il poeta della povera gente”, e a tutt’oggi occupa un posto di rilievo nel panorama della nostra scena contemporanea.
Questo nostro viaggio, in una Napoli d’altri tempi, non si accontenta delle brillanti interpretazioni e della comicità di alcuni dei suoi personaggi, ma cerca di scavare nel loro mondo e nella sostanza drammatica delle loro condizioni sociali.
Esecuzione dei brani e cenni critici su alcuni
Guaglione: Poesia autobiografica. Viviani a 12 anni non avendo mai frequentato la scuola sentì il bisogno di imparare a leggere e scrivere. Sua sola maestra fu la forza di volontà, testi scolastici, il sillabario e le insegne dei negozi.
Don Nicola: Una delle macchiette più pittoresche del suo repertorio. Un giullare con le sue filastrocche satiriche.
Sapunariello: Dolorante figura, gemello dello scugnizzo che lotta con il freddo e la fame.
Spazzino: Tratto da ‘O Vico, un capolavoro di filosofia dal suo repertorio veristico.
L’emigrante: Ai fini sociali è uno delle pagine più importanti per un saggio sull’emigrazione.
Pescatori: Poemetto marino, gioiello poetico eseguito da un coro di pescatori.
Bambinella: Figura tragica, che traveste il suo dramma in un Walzer popolare
Zingari: Tutto l’allucinante mondo zingaresco: fame, schiavitù, superstizione.
Napoli non crede più ai miracoli: moriva di teatro un momento prima di intraprendere il grande viaggio nel cielo dei poeti e della povera gente balzò a sedere sul letto, indicò la finestra e gridò: “arapite faciteme vedè Napoli”
 
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