DEL ART compagnia teatrale di Gigi De Luca

Il laboratorio teatrale è considerato come una esperienza soggettiva di crescita personale e non come “un sapere da acquisire ed applicare pedissequamente”.
L’operatore teatrale può usare il laboratorio teatrale come mezzo per sviluppare nei partecipanti, un’energia nuova e una forza vitale ancora inespressa.
La formazione attraverso una forma pratica, utilizza contesti e situazioni che esistono al di fuori dell’aula e che permettono di acquisire e sviluppare le conoscenze attraverso la trasposizione metaforica della vita.
Uno degli strumenti più efficaci che si utilizzano nei laboratori per insegnare la teoria e la pratica della recitazione teatrale, è costituito dall’improvvisazione.
Questo strumento deve essere usato non solo come esercizio pratico per acquisire spigliatezza, senso dell’opportunità, naturalezza, ma anche come veicolo d’introspezione e fonte di meditazione sui problemi, per favorire lo sviluppo della personalità di ogni allievo.
L’improvvisazione infatti obbliga chi la pratica a scoprire i propri mezzi espressivi.
Per gli adulti è un cammino di riscoperta riappropriazione e approfondimento; per i giovani e percorso iniziatico che può evidenziare capacità altrimenti segregate.
Una tale attività pratica si rivela particolarmente efficace per il lavoro di gruppo, la comunicazione diretta, l’analisi e la risoluzione dei problemi, la leadership, lo sviluppo personale, la gestione dell’incertezza e del rischio, lo sviluppo della competitività.
Ed è in questo modo che il laboratorio può entrare in altre realtà: con questa sua proposta di formazione attiva, allo scopo di prospettarsi come condizione e processo di una nuova pedagogia, non solo teatrale.
Il laboratorio teatrale si pone come proposta di crescita e presa di coscienza e può diventare pratica utile anche in realtà lontane dal professionismo teatrale. Pratica utile che di primo acchito pare estranea da realtà come la scuola o il mondo del lavoro, e pare legata principalmente ad una fase di puro divertimento.
Si rivela solo in un secondo tempo, momento indispensabile per quanto riguarda la creazione di nuovi modelli, scoperta di un energia vitali che tutti possediamo, la presa di coscienza di potenzialità inespresse, la capacità di agire rispetto alle situazioni che abbiamo di fronte, la possibilità di capire cosa significa scegliere nel ” qui ed ora”.
LABORATORIO: occasione per crescere, per imparare facendo, nella convinzione che l’aspetto più importante di questa esperienza sia da individuare nel processo e non nel punto d’arrivo.
SPETTATORE: il teatro deve essere posto nella condizione di tracciare, con mezzi artistici, un disegno del mondo e modelli di convivenza umana tali da fornire allo spettatore la possibilità di capire e affrontare con coscienza l’ambiente sociale in cui vive.
ATTORE: l’attore deve recitare lasciando trasparire la sua natura interiore, pur avendo coscienza di essere sempre un poco più avanti dello spettatore nella riflessione sulla vicenda rappresentata.
INCONTRO: Il teatro, pur essendo presente, diventa funzione del laboratorio: non più l’attore per costruire il teatro, ma il teatro per cercare attori che diventano la materia stessa del laboratorio.
RICERCA: La ricerca deve assolutamente essere individuale: prima di arrivare ad una creazione collettiva, è necessario essere consapevoli del fatto che ciascuno possieda un proprio ambito soggettivo